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Alimentazione e Tiroide

Solitamente il medico o l’endocrinologo dovrà darvi delle indicazioni specifiche per la vostra problematica.

Oggi parliamo della forma più comune ovvero la TIROIDITE DI HASHIMOTO (IPOTIROIDISMO AUTOIMMUNE).

La tiroide, attaccata da autoanticorpi, va incontro ad un processo infiammatorio cronico che ne causa una lenta e graduale distruzione e conseguente ipofunzione. In tutti questi casi chi ha le difese immunitarie basse ha più facilità di sviluppare patologie autoimmuni (tiroidite, psoriasi, gastrite autoimmune, connettiviti). Quasi tutti i pazienti con tiroidite presentano una ipovitaminosi D. La vitamina D, conosciuta soprattutto per i suoi effetti sul metabolismo del calcio, ha spiccate capacità di difesa dai processi autoimmuni. Con la tiroidite in fase iniziale con la tiroide ancora integra o solo parzialmente compromessa occorre assolutamente privilegiare una dieta antinfiammatoria eliminando il glutine e i latticini ed integrare la vitamina D3. Questo è necessario per ridurre il processo autoimmune e cercare di salvaguardare la funzione tiroidea residua.

Con la tiroide oramai atrofica qualsiasi integrazione o modifica nell’alimentazione non sarebbe in grado di assicurare una minima ripresa funzionale.
Il consiglio è di limitare il più possibile l’assunzione di acidi grassi saturi animali e di acido arachidonico (precursori di prostaglandine infiammatorie): latte, formaggi, burro, uova, carne, salumi (eliminarli
completamente nelle fasi di riacutizzazione).

In ogni caso un tipo di alimentazione MEDITERRANEA normo-ipo calorica potrà solo darvi giovamento
.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarmi